mercoledì 3 dicembre 2008

working hard


in ordine:
scrubs
l'editoriale per lascimmia03
il finder della cartella della mia storia per lascimmia03
ichat
una pagina per lascimmia03
il finder della cartella dei racconti di backup
questa pagina
una tavola di prova di marino
il mio racconto per lascimmia03
una bozza di impaginazione per il mio racconto illustrato da cattani per lascimmia03
ichat

peace

mercoledì 12 novembre 2008

mercoledì 22 ottobre 2008

24 ORENERE ⚒

Con Nicola e Gabri ho partecipato alla 24hic.
Un fumetto completo di 24 pagine in 24 ore.
Che poi in realtà è andata che c'abbiamo messo una dozzina di ore. Perchè siamo dei cialtroni ✌.
Comunque i risultati ci sono.
Qui un po' di tavole mie.
Sui loro blog e flickr quelle di jaime e akab. i link sono lì ☞





⚒

martedì 7 ottobre 2008

DERIVENERE




Lavorare con Akab è sempre un piacere.
Per questo continuo a farlo.
Ho finito i testi di "Sakara - Serpenti nei muri", che finirà all'interno di Redux n°2 che uscirà a Lucca per quella splendida super-donna che è Silvana e per la sua Grrrzetic.

Per lascimmia03 nuova inoltre sono alle prese con 13 pagine di una rivisitazione mitologica e visiontaria, con alle spalle gente come Orazio e Pavese (sticazzi!).
Titolo: "Deriva Nera".

giovedì 2 ottobre 2008

SE NON TI SENTO


- ma almeno mi amavi?
- ti amavo... Ë una cosa grossa da dire... diciamo che ti ho amato...
- mmm... dimmi dell'altro! devo sapere altro!
- senti, ora devo andare, non chiamarmi mai pi˘ per favore.
- ma io... ho bisogno!
- io no.
- se non ti sento pi˘... io muoio!
- ...
- ...
- ti porterÚ dei fiori.

mercoledì 1 ottobre 2008

UNA ROBA CHE FA COSI' ZEN


I primi 100 metri sono aghi nel petto e catrame alla bocca, ma poi ti ci abitui, e diventa rilassante.
Occhei, rilassante forse non è la parola adatta.
Però è qualcosa di lì vicino.
Chi l'avrebbe detto che queste strade domestiche potevano regalare tanto.. vuoto.
Si beh non è un gran risultato, regalare il vuoto.
Però è una roba che fa così... zen.
Strisciando i piedi, strisciando le ginocchia ai bordi dei palazzi la sensazione è diversa.
Cioè, anche lì si sente il vuoto.
Ma quello è un vuoto che riempie, e riempiendo, manco a dirlo, svuota.
Magari arrivato qui non è il momento migliore per accendersi una sigaretta.
Ma se uno facesse le cose solo nel momento migliore..
Qeusta tosse è più grassa del solito.
Al terzo tiro la sigaretta è nella fanghiglia, e ci sono tre croci là sopra.

martedì 30 settembre 2008

SPINATO



Accendo piano, con cura, una sigaretta sul fornello del gas.
Sto fuori dal letto.
Quel letto che tu scaldi con tutta quella rabbia.
Che continui a riempire di macchie di mascara.
Ho i piedi freddi, non ci provo neanche a riscaldarli, non ho la forza sufficiente per cercare delle calze.

Sto seduto.
Mi impernio sulle stesse cose, di nuovo.
Sul cielo bianco, il cielo di latte, il cielo sopra i muri grigi del cortile interno.
Sul finto marmo bianco, che non sembra mai pulito.
E sui fazzoletti che lasci in giro.
Una bottiglia vuota di latte, sul tavolo.
Del pane di ieri chiuso in un contenitore ermetico.
Pentole sporche e una caffettiera con il fondo dentro sopra i fornelli.

Riempirò con calma la vasca, verserò del sapone verde scuro nell'acqua che si sta depositando sul fondo e quello comincerà a svolgersi goffo e a fare schiuma bianca.
Sarò nudo e girerò per casa.
Forse la signora della casa di fronte potrà vedermi.
"Beh? Non ce l'ha un marito? O un figlio? Non fare finta di scandalizzarti, qui non c'è niente che non hai già visto!".
Mi farà sentire Bogart, parlare così duro, anche se solo con me stesso.

Macchioline di china, di ecoline, di caffè e di acqua sporca sui miei calzoni grigi da casa, pennelli messi ad asciugare insieme alle posate sopra il lavandino.
Un tagliere sporco del formaggio con cui ti ho preparato i sandwich prima di uscire di casa.
Due tazze, sei bicchieri, quattro cucchiaini, un piatto, un coltello e una forchetta.
Nel lavello, intendo.

Ho trovato per strada, tornando ubriaco, una vecchia macchina da scrivere.
L'ho raccolta, l'ho portata a casa e ho provato a scrivere, funzionava.
La lettera 22 mi richiama una giacca di spinato verde, una sigaretta molle e la brillantina in testa.
Pavese.
Non credo però che ne abbia mai avuto una.

Tre barattoli di marmellata, dell'uva e un melograno fresco, e due pesche marcite, tre tipi di formaggio e mezza confezione di pancetta dolce a cubetti.
Il rilievo archeologico del mio frigorifero.
Che è il nostro.

Stamattina mi hai graffiato la schiena ed io ti ho morso il collo, forte. Forte.
Forse ho i segni, dopo provo a guardarci.
Mi fa un po' male lo stomaco.