mercoledì 26 agosto 2009

EHI KIDS



Ehi!
E' un sacco che non ci si sente!
Tutti vivi?
Un paio di robine nuove.
Ma proprio un paio

venerdì 9 gennaio 2009

BLATTA


Il signor 5 vive in una scatola. In cui ci sono un letto, un bagno, un tubo per mangiare, un pc e una valigetta.
Il signor 5 lavora in una scatola. In cui c'è uno schermo e due tasti. "Y" e "N".
Il signor 5 si sposta dalla prima scatola alla seconda scatola tramite una scatola.
Il signor 5 vive con uno scafandro addosso.
Il signor 5 non ha sempre vissuto in questo modo, pare di capire, deve aver avuto dei genitori, parenti, amici, amori, cose così. Ma queste sono troppo per lui.
Le scatole vanno meglio. L'atmosfera tutto intorno fanno presagire che non sia l'unico ad aver preso questa decisione.
Un giorno la scatola che lo strasporta dalla scatola 1 alla scatola 2 ha un guasto e il signor 5 si trova fuori da queste scatole.

Così, più o meno, comincia "Blatta" la prima opera sia scritta che disegnata da Alberto Ponticelli. Edita da Bloom in una veste lussuosa, curata, con una sottile vena di spirito maranza che non può mancare. Il formato e la scelta delle carte Alberto lo prende in prestito da Akab e dal suo Nixon, come affettuoso omaggio.

La storia si sviluppa in una sorta di "1984" post-qualunquecosa in cui non c'è nessuno, nemmeno il Grande Fratello.
Ci sono solo scatole, silenzio, vegetazione selvatica, tubi, condotti, cemento e spruzzi di china. C'è una storia d'amore, qualcosa succede. Ma la bellezza di questo libro non sta lì. Non sta nella sequenza dei fatti o delle parole. Sta in mezzo a tutte queste cose.
La storia fila, indiscutibilmente, ed è piacevole da leggere come osservare un bel meccanismo.
Questo libro è bello. Molto. Ed è tragico.
Ponticelli sceglie di abbandonare completamente le chine, i colori e la frammentazione della tavola di scuola yankee a cui ci aveva abituato. Il tratto a matita è nervoso, spezzato, spesso esplode, si sfilaccia, si riempie di frammenti. Si sporca con acquerello, acqua sporca, spruzzi ed effetti digitali. Il risultato è raggelante. Nonostante i segni dei gesti e della vita spesa sopra quelle tavole siano evidenti queste rimangono ghiacciate. In un ordine casuale che è ordine e raziocinio lucido, freddo e distaccato. Così il mondo terribile in cui il signor 5 si muove non ha più niente a che vedere con i mondi cui ci ha abituato il fumetto. Oltrepassa anche il cinema. La parte visiva stessa del fumetto diventa letteratura.
Suggerendo forme e atmosfere Ponticelli crea un impatto emotivo più vicina a quello di certa musica. Dalle parti dell'Industrial o del Noise. Quella musica che mozza il respiro e che senti in pancia e neglia avambracci che si tendono. Così come il respiro manca nelle vertiginose prospettive e nelle gelide pareti, così astratte da risultare inconfondibilmente reali.
Quella è Milano tra 10 anni. E' Parigi o Vienna o Barcellona. O forse è già ora.
Perchè qui il trucco dell'allegoria non funziona. Nulla è simbolo di nulla.
Le metafore rosicchiano la gonna alla realtà lasciandola praticamente nuda, i disegni risultando più reali che se fossero foto.
Più inquietanti che se fossero foto di te.

venerdì 19 dicembre 2008

QUALCHE PROVA

I giovini di rockit hanno chiesto ad un po' di gente di illustrare le pagine del loro bilancio annuale.
Io ho fatto queste prove, chissà che ne sarà di loro.







Mah chissà

lunedì 15 dicembre 2008

LASCIMMIA03 C'E' QUASI

Lascimmia03 è ormai agli sgoccioli.
Ci siamo.
Ecco un po' del mio contributo alla causa.
Un po' sparso.

(la terza è dalla storia disegnata da akab e scritta da me, la 4° è una illustrazine di Francesco Cattani per il racconto scritto da me)



mercoledì 3 dicembre 2008

working hard


in ordine:
scrubs
l'editoriale per lascimmia03
il finder della cartella della mia storia per lascimmia03
ichat
una pagina per lascimmia03
il finder della cartella dei racconti di backup
questa pagina
una tavola di prova di marino
il mio racconto per lascimmia03
una bozza di impaginazione per il mio racconto illustrato da cattani per lascimmia03
ichat

peace

mercoledì 22 ottobre 2008

24 ORENERE ⚒

Con Nicola e Gabri ho partecipato alla 24hic.
Un fumetto completo di 24 pagine in 24 ore.
Che poi in realtà è andata che c'abbiamo messo una dozzina di ore. Perchè siamo dei cialtroni .
Comunque i risultati ci sono.
Qui un po' di tavole mie.
Sui loro blog e flickr quelle di jaime e akab. i link sono lì